sabato 10 novembre 2018

L'AMORE E GLI OREO

L’amore è attrazione e contatto. E’ attrazione: l’amato conduce a sé l’amante senza nemmeno toccarlo. E’ contatto: l’amante e l’amato, toccandosi, sperimentano un’unione irripetibile. I due contraenti di questo patto gioioso accettano di trasformarsi giocando. Divertendosi insieme, questi giocatori rinunciano, inizialmente, al loro passato incontrando il passato dell’altro. Le storie si fondono. Il passato sparisce. Comincia un nuovo futuro. L’intimità produce una nuova personalità, una nuova maschera sorridente, una nuova felicità condivisa. I due giocatori cambiano insieme. Ballano. La musica dei corpi pretende una danza spensierata. Così, i soldi, il lavoro, la cultura non contano, finalmente. Un’altra civiltà emerge del desiderio partecipato: un piccolo mondo fatto di sguardi, fantasie, pelli. Un mondo dove tutto è possibile: andare sulla luna in bici, rendere l’asfalto un oceano, far apparire un baretto un ristorante di lusso. Un mondo senza giudici che puntano il dito. La pesantezza della morale non ha spazio nella casa leggera dell’amore.
Detto questo, posso ben dire di essere innamorato degli Oreo. Gli Oreo mi attraggono fatalmente. Gli do un morso. Mi dimentico di tutto mentre li mangio e poi sorrido. Tra me e gli Oreo, c’è attrazione e contatto. Dunque, è amore.

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